Il modo in cui le aziende italiane documentano la gestione dei propri rifiuti sta cambiando: è in corso il passaggio graduale a un sistema digitale, il RENTRI, che nel tempo sostituirà buona parte della documentazione cartacea a cui molte aziende sono abituate da anni. Non è un cambiamento da rimandare: ha tempistiche precise, diverse a seconda della dimensione dell’azienda.
L’idea alla base del nuovo sistema è semplice: meno carta, meno errori di trascrizione manuale, controlli più rapidi sia per le aziende sia per gli enti che verificano la conformità. Nella pratica, però, significa che il personale che oggi si occupa della documentazione rifiuti dovrà familiarizzare con nuove modalità di lavoro, spesso diverse da quelle a cui è abituato da tempo.
Un aspetto importante da conoscere è che l’obbligo di adesione non parte per tutte le aziende nello stesso momento: le tempistiche sono scaglionate in base al numero di dipendenti e al tipo di rifiuti gestiti. Questo significa che due aziende simili, ma di dimensioni diverse, potrebbero trovarsi in fasi diverse di questo percorso di adeguamento nello stesso periodo — motivo per cui vale la pena verificare la propria situazione specifica, invece di basarsi su quanto sentito da altre aziende del settore.
Per chi si occupa quotidianamente della gestione dei rifiuti in azienda, il consiglio più pratico è iniziare a familiarizzare con il nuovo sistema prima che diventi obbligatorio, non aspettare l’ultimo momento utile. Le aziende che si sono organizzate con anticipo riportano generalmente meno difficoltà nella fase di transizione rispetto a chi ha aspettato la scadenza per iniziare a muoversi.
Trattandosi di una materia in evoluzione, con scadenze e modalità che possono essere aggiornate nel tempo, la scelta più sicura resta verificare periodicamente lo stato dei propri obblighi con un consulente ambientale aggiornato, piuttosto che fare affidamento su informazioni raccolte una volta sola e mai più controllate.